Il rapporto Digital Industrial Ecosystem analizza lo stato dell’ecosistema industriale digitale europeo e la sua evoluzione rispetto alla duplice transizione digitale e ambientale. È stato realizzato nell’ambito del progetto della Commissione europea Monitoring European Industrial Ecosystems, con il coinvolgimento della Direzione generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI e dell’EISMEA.
L’ecosistema industriale del digitale.
L’ecosistema industriale digitale comprende produzione ICT, servizi informatici e telecomunicazioni. Nel 2019 impiegava circa 6,6 milioni di persone, generava approssimativamente 674 miliardi di euro di valore aggiunto e comprendeva 1,2 milioni di imprese, per il 99,8% PMI. Tra il 2015 e il 2019 ha registrato la maggiore crescita dell’occupazione e del valore aggiunto tra gli ecosistemi industriali europei considerati.
La pandemia ha accelerato l’adozione di strumenti digitali, servizi cloud e infrastrutture ICT, ma ha anche messo in evidenza vulnerabilità strutturali: investimenti insufficienti, dipendenza da fornitori extraeuropei, interruzioni delle catene di approvvigionamento e carenza di competenze digitali. Nel 2021 solo il 55% delle PMI europee aveva raggiunto almeno un livello digitale di base, rispetto all’obiettivo europeo del 90% entro il 2030.
Le tecnologie centrali per l’ecosistema sono manifattura avanzata e robotica, intelligenza artificiale, big data, cloud, fotonica, sicurezza digitale, blockchain e Internet of Things. L’Unione europea mantiene una posizione significativa nei brevetti relativi alla manifattura avanzata e all’IoT, ma presenta una debolezza comparativa nell’intelligenza artificiale e nei big data. Tra il 2010 e il 2020, inoltre, la quota europea dei brevetti digitali mondiali è diminuita, mentre quella cinese è cresciuta.
Il rapporto attribuisce un ruolo strategico ai centri tecnologici, che collegano ricerca e industria, offrono infrastrutture di sperimentazione e favoriscono il trasferimento tecnologico. La mappatura identifica 159 centri europei attivi nel digitale; Spagna, Francia e Germania ospitano il numero maggiore di strutture censite.
Un’ulteriore criticità riguarda la dipendenza commerciale. L’ecosistema digitale presenta una quota di importazioni elevata rispetto alla capacità produttiva interna. Le dipendenze risultano particolarmente rilevanti per intelligenza artificiale, big data, microelettronica, cybersecurity e IoT. Il rapporto considera pertanto la sovranità tecnologica e la resilienza delle catene del valore elementi essenziali della strategia europea.
La transizione Green
La transizione digitale è strettamente collegata a quella verde. Tecnologie come IoT, AI, analisi dei dati, simulazione e monitoraggio in tempo reale possono migliorare l’efficienza energetica, ottimizzare le risorse, ridurre gli sprechi e supportare l’economia circolare. Il documento evidenzia però anche il possibile impatto negativo della digitalizzazione, dovuto al consumo energetico, all’uso di materie prime e alla produzione di rifiuti elettronici.
Sul piano delle competenze, soltanto il 3,5% dei professionisti dell’ecosistema digitale presenti su LinkedIn dichiara almeno una competenza verde. Tra circa 9,5 milioni di annunci di lavoro pubblicati nell’UE tra il 2019 e il 2022, solo l’1,9% richiedeva esplicitamente competenze connesse alla transizione ambientale. Le capacità più richieste riguardano sostenibilità, efficienza energetica, manutenzione, gestione ambientale e ottimizzazione dei trasporti.
Il rapporto rileva infine una crescita delle startup digitali orientate a obiettivi ambientali: la loro quota passa dal 6,6% nel 2010 al 12,2% nel 2022. In valore assoluto, l’intelligenza artificiale è la tecnologia più utilizzata per affrontare problemi ambientali; in proporzione al numero di imprese del rispettivo settore, le startup IoT mostrano invece la maggiore concentrazione di finalità verdi.
Conclusioni
La conclusione centrale è che la transizione non può essere affidata alla sola adozione tecnologica. Richiede investimenti, competenze, infrastrutture, collaborazione tra ricerca e industria, minori dipendenze esterne e sistemi di misurazione capaci di verificare gli effetti economici e ambientali nel tempo. Il digitale può diventare un abilitatore della sostenibilità solo quando innovazione, governance e obiettivi industriali vengono sviluppati in modo coordinato.
Documento: Monitoring the Twin Transition of Industrial Ecosystems – Digital Industrial Ecosystem.
Editore: Commissione europea Data di pubblicazione: 18 dicembre 2023
