Il Decreto CAM 2025 aggiorna i criteri ambientali minimi per gli affidamenti relativi alla raccolta e al trasporto dei rifiuti urbani, alla pulizia e allo spazzamento stradale e alla fornitura di veicoli, contenitori e sacchetti.
I nuovi CAM sono in vigore dal 18 giugno 2025 e rafforzano un principio già centrale nel Green Public Procurement: negli appalti pubblici la sostenibilità deve tradursi in requisiti verificabili, non restare una dichiarazione di intenti. Per gestori e fornitori significa lavorare con maggiore attenzione a dati, prestazioni ambientali, tracciabilità e capacità di dimostrare come viene svolto il servizio.
Dalla sostenibilità alla capacità di misurare.
Nella gestione dei rifiuti urbani non basta dichiarare di operare in modo sostenibile. Occorre poter misurare risultati e prestazioni. Il decreto si inserisce in una logica nella quale raccolta differenziata, utilizzo delle risorse, mezzi impiegati e organizzazione del servizio devono essere sempre più controllabili.
Per le imprese questo comporta una conseguenza pratica: disporre di informazioni affidabili diventa parte della capacità di gestire bene il servizio e di documentarne le prestazioni. La digitalizzazione può quindi aiutare a ridurre attività manuali, migliorare il controllo operativo e rendere più semplice la produzione delle informazioni richieste.
Sapere cosa accade sul territorio.
Una parte importante del servizio si svolge lontano dagli uffici. Mezzi, contenitori e operatori sono distribuiti sul territorio e le informazioni possono arrivare attraverso sistemi diversi. Localizzazione, dati operativi e software gestionali permettono di trasformare questa attività dispersa in un processo più visibile.
Sapere dove si trovano i mezzi, ricostruire le attività effettuate e analizzare i dati della raccolta permette di organizzare meglio il lavoro e ridurre percorsi o interventi non necessari. È un vantaggio ambientale, ma anche economico.
Contenitori e raccolta diventano fonti di dati.
La trasformazione digitale riguarda anche i punti nei quali il rifiuto viene conferito e raccolto. Identificazione elettronica, RFID e altre tecnologie possono consentire di associare conferimenti, contenitori e utenze a informazioni precise. Il dato non serve soltanto alla rendicontazione: può aiutare a comprendere come viene utilizzato il servizio e dove è possibile intervenire per migliorarlo.
Lo stesso principio vale per sistemi di misurazione puntuale e modelli tariffari collegati alla quantità di rifiuti conferita. I CAM si inseriscono in un quadro normativo che già prevede strumenti per la misurazione puntuale: la tecnologia consente di applicarli con maggiore precisione e minore lavoro manuale.
Più qualità nella raccolta differenziata.
Un servizio efficiente non si misura soltanto nella quantità raccolta. Conta anche la qualità dei materiali destinati al recupero. Disporre di dati più precisi aiuta amministrazioni e gestori a individuare anomalie, confrontare zone o periodi diversi e intervenire dove la raccolta presenta maggiori criticità. Questo vale in particolare per flussi che richiedono maggiore attenzione, come la frazione organica e altri materiali destinati al recupero.
Il dato diventa quindi uno strumento operativo: permette di capire dove il servizio funziona e dove deve essere migliorato.
Il ruolo della tecnologia.
I CAM 2025 non trasformano ogni servizio di raccolta in un progetto informatico e non impongono indistintamente una singola tecnologia. Indicano però una direzione chiara: sostenibilità, controllo e capacità di verifica sono sempre più collegati alla disponibilità di informazioni affidabili.
Per un gestore questo può significare integrare geolocalizzazione, identificazione dei contenitori, dati provenienti dal campo e sistemi gestionali in un ambiente più coerente. Il vantaggio è concreto: meno informazioni disperse, maggiore controllo da remoto e una base dati più solida per organizzare il servizio e documentarne le prestazioni.
Un cambiamento che riguarda anche le imprese.
Per chi partecipa agli affidamenti pubblici, i CAM non sono soltanto un tema ambientale. Diventano parte della progettazione del servizio, dell’organizzazione interna e della capacità di dimostrare le prestazioni offerte.
Investire in strumenti di monitoraggio e gestione digitale può quindi avere un doppio valore: migliorare le operazioni quotidiane e rendere l’impresa più preparata a rispondere a requisiti di gara sempre più orientati a sostenibilità, misurabilità e trasparenza.
La tecnologia non sostituisce l’organizzazione del servizio. Può però renderla più semplice da controllare.
Ed è probabilmente questo uno degli effetti più importanti dei nuovi CAM: spostare l’attenzione dalla semplice esecuzione delle attività alla capacità di conoscere, misurare e migliorare ciò che accade sul territorio.
